lunedì 19 marzo 2012

Chambres


Il posto è in una zona commerciale, accanto ad un grande negozio di mobili. L'insegna a neon è malfunzionante ed almeno 2 lettere sono bruciate, ma il cartellone d'ingresso, con disegnato un fattorino con cappello cilindrico e divisa verde, fà supporre una accoglienza di lusso. Mi ricorda tanto un villaggio turistico in stile sudista americano, con edifici coloniali in legno color bianco panna e servetti tuttofare di colore.
Entrato all' accoglienza il campanellino della porta suona ed una voce mi dice "Bon Jour!". C'è odore di curry e spezie ed i muri sono ricoperti da striscioni e divinità indiane.
La signora in sari e infradito mi accompagna alla stanza e mi porge le chiavi, dicendomi che "quando c'era il re, in questa zona c'erano i laghi dove venivano a passeggiare. Poi li hanno ricoperti per farci un'area edificabile.".
La camera è minimal sia negli spazi che nell'arredamento...tutto in verde.
Il riscaldamento è spento ed il wifi non funziona. Nel bagno vedo tante piccole spaccature nel piatto della doccia e lo scarico perde acqua. Niente saponette monodose sigillate, ma un boccione di sapone preso al discount, insieme alla carta igienica rosa.
I muri di legno sottilissimo mi permettono di ascoltare bene i discorsi dei miei vicini, per non parlare delle loro performance amorose.
Per stavolta baderò' bene a dove appoggiare i miei piedi, per non rischiare funghi della pelle.
Sperando di sopravvivere qui, nella piccola Calcutta...

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